JAPAN TRAVEL EXPERIENCE

JAPAN TRAVEL EXPERIENCE

Se i Kami e tutte le divinità della religione shintoista  mostrassero la loro presenza al di la del loro immaginario mitologico, il giapponese medio li accoglierebbe con venerazione accompagnata dal WA. E’ questa la tipica riservatezza, pilastro culturale basato sul rispetto e la distanza fisica/emotiva, fondamentale per mantenere l’armonia sociale. La si ritrova nella vita comune per strada, come nei templi e nelle occasioni festive e celebrative formali. La Grande Area di Tokyo, capitale del Giappone, situata nella regione del Kantō, è abitata da circa 35 milioni di ab. Addentrarsi nel parco Ueno o all’interno dell’Imperial Palace Garden di Tokyo o nei giardini di Kyoto, è l’occasione per passeggiare seguendo l’Hanami, la tradizionale usanza shintoista di godere della bellezza della natura e la caducità della vita, come per la fioritura primaverile dei ciliegi Sakura  o per il mutamento cromatico  delle foglie degli aceri durante l’autunno Momijigari. Un singolare fenomeno giapponese è quello di Shibuya Crossing, dove allo scattare del verde del semaforo si scatena un esodo di massa in tutte le direzioni dell’incrocio, diagonali comprese. Divinità anche buddiste si ritrovano in molti templi, come ad Asakusa, dove attraversando la centrale porta del tuono Kaminari-mon, si visita il tempio Senso-ji, per pregare Kannon, la dea della misericordia. Misti tra tanti pellegrini, specie  durante la pausa pranzo, perfino gli austeri managers con la 24h sotto braccio accedono al tempio per le preghiere di rito quotidiano. Nei pressi del Tsukiji Fish Market, importante mercato una volta celebre per  l’asta del tonno maguro, numerosi bancarelle e ristoranti propongono il meglio della gastronomia giapponese, oggi tanto di moda. Ma ovunque in tutto il paese, sia in un ristorante Shokudo, sia in un pub Izakaya, sia in un Okonomiyaki specializzato nella cucina alla piastra, sia nelle divertenti catene di Sushi-Bar (dove su un lungo bancone ovale scorrono su un nastro trasportatore decine di piattini con varie specialità) è sempre possibile l’alternativa al pesce crudo, aiutandosi con le immancabili Hashi, le bacchette giapponesi. Ogni periodo è buono per visitare il Giappone trovandovi feste e riti autoctoni. Ogni santuario celebra il proprio Matsuri, rendendo omaggio ai propri Kami protettori o festeggiando un particolare evento stagionale o storico. Palazzi e monumenti dalla strutture futuriste convivono accanto a templi tradizionali. Le torri Tokyo Metropolitan Government Offices, sede del Municipio, costruite da Kenzō Tange, sono collegate da due ponti panoramici, consentendo di godere di una delle viste più panoramiche. Se a Ginza, svettano edifici tecnologicamente avanzati come il Sony Building e il Tokyo International Forum, sull’omonima collina la Mori Tower ospita un museo con innovative mostre multimediali, mentre dall’ultimo piano panoramico del suo grattacielo, raggiungibile con il capsule lift ad una elevata velocità antigravitazionale, si gode uno spettacolo unico della città e dell’antistante Tokyo Tower, la versione nipponica della Torre Eiffel. Giù tra le strade infinite, pieni di luci al neon, locali  di strep-tease, pink cabaret e peep show si alternano ai Pachinko, locali simili a casinò, dove slot machines e giochi d’azzardo, si contendono l’attenzione dei clienti tra uno sfavillio di neon simile a Las Vegas, prima che calino nell’oblio. Akihabara ha reso turistico il quartiere di Tokyo per la presenza di rivenditori di manga e dei famosi Maid Café, diventando il cuore pulsante della cultura Otaku e Pop.  La tecnologia futurista si riscontra anche a Odaiba, grande isola artificiale situata sulla Baia di Tokyo, raggiungibile con la tipica panoramica monorotaia Yurikamone attraverso il famoso Rainbow Bridge, e dove ‘è  una statua dedicata ad Atlas UFO Robot, noto in Giappone come Gundam. Tra le escursioni preferite nella regione Kantō, Kamakura consente la facile visita di numerosi templi buddisti disseminati nella campagna circostante: il tempio rinzai-zen di Engaku-ji e il complesso del Grande Buddha Daibutsu. Meritano una visita in giornata anche il complesso templare di Nikko, nella cornice di un paesaggio boschivo collinare, e Kawaguchi-ko, località di accesso per la vista dell’iconico Monte Fuji, dal cono vulcanico perfettamente simmetrico e simbolo nazionale, reso famoso in vari capolavori artistici in stile Nihonga  e Ukiyo-e dai maestri  Hokusai, Hiroshige, Suruga e Taikan. Le efficienti ferrovie giapponesi consentono di raggiungere città distanti anche più di 500 km in poche ore grazie ai superveloci Shinkansen, i noti treni proiettile. Così da Tokyo in 2,15 ore si raggiunge Kyoto Station (476 km), una sorpresa architettonica in acciaio e vetro, dalla cui sommità si può osservare il simbolo della città Kyoto Tower. Kyoto (quasi  1,46 milioni di ab) considerata insieme a Osaka uno dei principali luoghi turistici della regione Kansai, per più di un millennio fino al 1868 ed è nota come “la città dei mille templi”. Dall’antico tempio buddista restaurato Kiyomizu-Dera si raggiunge prima il Ryozen Kannon con un grande Buddha e il Kodai-ji, comprendente bei giardini, per concludere la visita del grande complesso templare Heian-Jingu e del Nanzen-ji, il più bello dei templi di Kyoto, ora sede di scuola zen Rinzai. Tra i templi più noti quello di scuola Rinzai Ryoan-ji, famoso anche per l’annesso giardino zen, ed infine il Kyoto Gosho, il Palazzo Imperiale, circondato da un ampio parco. Una visita dell’antica capitale senza il suo particolare quartiere Pontocho non è completa se non si passeggia per le sue particolari viuzze, dove è facile ancora incontrare le Geishe con la particolare acconciatura Mage sui capelli completata da nastri, pettini, mollette e fiori di stagione, l’originale make-up sulla faccia di cera bintsuke-abura, il kimono e gli alti zatteroni, assorte nella loro quotidianità. Souvenirs giapponesi molto noti, oltre alle marionette Bunraku e alle bambole di tipo tradizionale con il viso di porcellana, sono anche le Kokeshi, realizzate manualmente in legno, hanno un busto semplice cilindrico e una larga testa sferica e prive di braccia e gambe. Tra gli immediati dintorni di Kyoto, Nara, prima vera capitale del Giappone che vanta 8 siti dichiarati patrimonio dell’Unesco, racchiusi dentro un grande parco frequentato da cervi, tra cui il bel complesso buddhista Todai-ji. Nelle vicinanze di Kyoto, oltre al bellissimo Castello di Himeji costruito su una rocca fortificata, si raggiunge facilmente il santuario Fushimi-Inari Taisha, uno dei più suggestivi ed interessati del Giappone, dedicato alle divinità del riso e del sakè. Nella regione di Chūgoku, sull’isola di Honshū, la sorprendente Hiroshima (quasi 1,160 milioni di ab), tristemente nota per la prima bomba atomica che vi fu sganciata nel 1945. Oggi ha l’attenzione turistica puntata nel Memorial Park, dove è stato costruito il Memoriale della pace di Hiroshima, ricco di oggetti, foto, plastici, filmati del prima e del dopo bomba, al cui centro si stagliano nettamente i resti di A-Bomb Dome, la Cupola della Bomba Atomica, e sul commovente Museo della Bomba. A pochi minuti da Hiroshima un ferry conduce sull’isola Miyajima, dove si trova il santuario scintoista Itsukushima-Jinja, molto famoso per il To-rii galleggiante. Ancora una tratta in Shinkansen consente di raggiungere in poche ore Osaka, che con i suoi 2,840 milioni di ab è considerata la forza motrice del Kansai. Dotombori, il famoso quartiere notturno più vivace, Namba noto centro per il divertimento e Umeda la Città Elettrica, nota come Den Den Town per i componenti elettronici e per l’Umeda Sky Building, sono alcuni dei quartieri più noti. Siamo nella patria degli Onsen, classici bagni termali all’aperto o al coperto, frequentati sia per relax sia per socializzare, del Sumo, una forma di Wrestling/lotta combattimento corpo a corpo, e del Jūdō (arte marziale e metodo di difesa personale), considerati sport nazionali del paese. E’ questo il Giappone, un paese dove la tradizione è ancora oggi orale ma che sintetizza bene il concetto di un paese tecnologico, sempre più proiettato sul futuro, ma saldamente connesso alle sue radici, la sua cultura e soprattutto le tradizioni di un’era medievale, in cui tutti i giapponesi si riconoscono ferventi discendenti della civiltà millenaria, conosciuta come Impero del Sol Levante. Viaggiarci ed un viaggio solo non basta, perché si rinnova con un sempre celere gusto cosmopolita, che consente portare un bagaglio di esperienze e tradizioni tale, da considerarlo come una Top Destination.

If the Kami and all the deities of the Shinto religion showed their presence beyond their mythological imagery, the average Japanese would welcome them with veneration accompanied by WA. This is the typical reserve, a cultural pillar based on respect and physical/emotional distance, essential for maintaining social harmony. It is found in everyday life on the street, as well as in temples and at formal festive and celebratory occasions. The Greater Tokyo Area, the capital of Japan, located in the Kantō region, is inhabited by approximately 35 million inhabitants. Entering Ueno Park or the Imperial Palace Garden in Tokyo or the gardens of Kyoto is an opportunity to stroll in accordance with Hanami, the traditional Shinto custom of enjoying the beauty of nature and the transience of life, such as the spring blossoming of the Sakura cherry trees or the changing colors of the maples during the autumn Momijigari. A unique Japanese phenomenon is that of Shibuya Crossing, where the moment the traffic light turns green, a mass exodus unleashes in all directions of the intersection, including the diagonals. Buddhist deities, too, are found in many temples, such as in Asakusa, where, passing through the central Kaminari-mon thunder gate, one visits Senso-ji Temple to pray to Kannon, the goddess of mercy. Mixed in with the multitude of pilgrims, especially during their lunch break, even austere managers with briefcases under their arms enter the temple for their daily ritual prayers. Near the Tsukiji Fish Market, a major market once famous for its maguro tuna auction, numerous stalls and restaurants offer the best of today’s fashionable Japanese cuisine. But everywhere across the country, whether in a shokudo restaurant, an izakaya pub, an okonomiyaki specializing in grilled cuisine, or a fun sushi bar chain (where dozens of small plates with various specialties slide on a conveyor belt from a long oval counter), there’s always an alternative to raw fish, aided by the ever-present hashi, Japanese chopsticks. Any time is a good time to visit Japan, as it offers indigenous festivals and rituals. Every shrine celebrates its own matsuri, paying homage to its protective kami or celebrating a particular seasonal or historical event. Futuristic buildings and monuments coexist alongside traditional temples. The Tokyo Metropolitan Government Offices towers, home to the City Hall, designed by Kenzo Tange, are connected by two observation decks, offering one of the most panoramic views. While Ginza is home to technologically advanced buildings like the Sony Building and the Tokyo International Forum, the Mori Tower, on its namesake hill, houses a museum with innovative multimedia exhibitions. From the panoramic top floor of its skyscraper, accessible via a high-speed, anti-gravity capsule lift, you can enjoy a unique view of the city and the Tokyo Tower opposite, the Japanese version of the Eiffel Tower. Down below, among the endless neon-lit streets, strip clubs, pink cabarets, and peep shows alternate with pachinko parlors, casino-like establishments where slot machines and gambling games compete for customers’ attention amidst a blaze of Las Vegas-like neon, before fading into oblivion. Akihabara has made the Tokyo neighborhood a tourist hotspot thanks to its manga shops and famous Maid Cafés, becoming the beating heart of otaku and pop culture. Futuristic technology is also evident in Odaiba, a large artificial island located in Tokyo Bay, accessible by the scenic Yurikamone monorail across the famous Rainbow Bridge. It also hosts a statue dedicated to Atlas UFO Robot, known in Japan as Gundam. Among the favorite excursions in the Kanto region, Kamakura offers easy access to numerous Buddhist temples scattered throughout the surrounding countryside: the Rinzai-zen temple of Engaku-ji and the Daibutsu Great Buddha complex. Also worth a day trip are the Nikko temple complex, nestled in a hilly woodland landscape, and Kawaguchi-ko, a gateway to the iconic Mount Fuji, with its perfectly symmetrical volcanic cone and national symbol, made famous in various Nihonga and Ukiyo-e art masterpieces by masters Hokusai, Hiroshige, Suruga, and Taikan. Japan’s efficient railways allow you to reach cities more than 500 km away in just a few hours thanks to the superfast Shinkansen, the famous bullet trains. Thus, from Tokyo, in 2.15 hours you can reach Kyoto Station (476 km), an architectural surprise of steel and glass, from the top of which you can see the symbol of the city, Kyoto Tower. Kyoto (population almost 1.46 million), considered together with Osaka, one of the main tourist destinations in the Kansai region, for more than a millennium until 1868 and is known as “city of a thousand temples.” From the restored ancient Buddhist temple of Kiyomizu-Dera, you first reach the Ryozen Kannon with a large Buddha and the Kodai-ji, including beautiful gardens. Finally, the visit ends at the large Heian-Jingu temple complex and Nanzen-ji, the most beautiful of Kyoto’s temples, now home to the Rinzai Zen school. Among the most famous temples is the Rinzai Ryoan-ji, also famous for its adjoining Zen garden, and finally the Kyoto Gosho, the Imperial Palace, surrounded by a large park. A visit to the ancient capital without its distinctive Pontocho neighborhood is incomplete without a stroll through its quaint alleys, where it’s still common to encounter Geishas with their distinctive Mage hairdos, complemented by ribbons, combs, hair clips, and seasonal flowers, their original bintsuke-abura wax face makeup, their kimonos, and their high platform shoes, absorbed in their daily lives. Well-known Japanese souvenirs, in addition to Bunraku puppets and traditional dolls with porcelain faces, are also the Kokeshi, handcrafted from wood. They have a simple cylindrical torso and a large spherical head, and lack arms and legs. Among Kyoto’s immediate surroundings is Nara, Japan’s first true capital, which boasts eight UNESCO World Heritage sites, enclosed within a large park frequented by deer, including the beautiful Buddhist complex of Todai-ji. Near Kyoto, in addition to the beautiful Himeji Castle built on a fortified rock, you can easily reach the Fushimi-Inari Taisha shrine, one of the most evocative and interesting in Japan, dedicated to the deities of rice and sake. In the Chūgoku region, on the island of Honshū, lies the astonishing city of Hiroshima (population nearly 1.16 million), sadly known for the first atomic bomb dropped there in 1945. Today, tourist attention focuses on the Memorial Park, where the Hiroshima Peace Memorial was built. It is filled with objects, photos, models, and films from before and after the bombing, with the remains of the A-Bomb Dome, the Atomic Bomb Dome, clearly visible in the center, and the moving Atomic Bomb Museum. A few minutes from Hiroshima, a ferry takes you to the island of Miyajima, home to the Itsukushima-Jinja Shinto shrine, famous for its floating To-rii. Another Shinkansen ride takes you in just a few hours to Osaka, which, with its 2.84 million inhabitants, is considered the driving force of Kansai. Dotombori, the famously lively nightlife district; Namba, a renowned entertainment hub; and Umeda, known as Electric City, known as Den Den Town for its electronic components and the Umeda Sky Building, are some of the most famous neighborhoods. We are in the homeland of the Onsen, classic indoor and outdoor thermal baths, popular for both relaxation and socializing; of Sumo, a form of wrestling; and of Judo (a martial art and method of self-defense), considered the country’s national sport. This is Japan, a country where tradition is still oral, yet which perfectly encapsulates the concept of a technological nation, increasingly forward-looking yet firmly connected to its roots, its culture, and above all, the traditions of a medieval era, in which all Japanese recognize themselves as fervent descendants of the ancient civilization known as the Empire of the Rising Sun. Traveling there, and one trip alone, is not enough, because it renews itself with an ever-present cosmopolitan taste, which allows you to bring with you a wealth of experiences and traditions that make it considered a Top Destination.

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